Costruirsi il proprio “Brand”

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Sempre più persone, purtroppo anche amici, mi scrivono o mi chiamano per chiedermi consiglio su cosa fare quando ci si trova improvvisamente senza lavoro.

La cosa che dico a tutti è che non sono ne un mago ne un veggente, se non si è riusciti a ricorrere all’uso di un servizio di ricollocazione professionale, occorre muoversi da soli, i miei sono dei consigli che derivano dalla mia esperienza giornaliera in ambito outplacement; la prima cosa da fare quando ci si trova in questa situazione è quella di non farsi prendere dal panico, può sembrare banale, ma vi garantisco che non lo è: le responsabilità nei confronti della famiglia, l’età che avanza, la situazione economica attuale, sono situazioni che spesso a volentieri possono portare le persone a  scoraggiarsi e cadere in depressione.

Occorre rimanere lucidi e reattivi, non abbattersi, credere nelle proprie capacità e rimettersi sul mercato; quello che segue vale anche per chi, insoddisfatto della propria posizione lavorativa attuale, cerca nuove opportunità di carriera.

Per prima cosa consiglio di fare un check up al proprio network di conoscenze e di non farlo solo quando ci si trova in difficoltà, ma sempre tutti i giorni, perché è la prima fonte di opportunità, a tal proposito date una letta al post di Anna Martini http://bit.ly/ohh7oZ in cui vengono proprio affrontati questi temi in particolare con un occhio alle opportunità che oggi da il web 2.0.

Direttamente collegato allo sviluppo e cura del network personale c’è il crearsi una reputazione nei confronti del mercato e dei nostri contatti, fare del marketing di noi stessi, il cosiddetto Personal Branding (vi consiglio una visita al blog http://www.personalbranding.it/ di Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti dei veri e propri pionieri nel settore) perché oggi, sempre grazie al web, siamo noi i fautori del nostro futuro. Nel lontano 1997 Tom Peters scriveva un articolo dal titolo “The Brand Called You” ovvero “La marca chiamata Te” in cui diceva a chiare lettere che ognuno di noi è Presidente, Amministratore Delegato, Direttore Commerciale, Direttore Marketing  dell’azienda chiamata “Io Spa”, siamo noi stessi, attraverso la reputazione e credibilità che ci costruiamo nel lavoro e nella vita di tutti i giorni, che determiniamo la qualità del nostro futuro.

Dimenticavo, come dice Centenaro “il personal branding è inevitabile” perché? Semplice ognuno di noi, quando conosce nuove persone, siano esse per lavoro che nella vita privata, lascia sempre una impressione e verrà etichettato in qualche modo, tanto vale “farsi etichettare” nel miglior modo possibile evitando di perdere delle opportunità; l’argomento è ampio, ci tornerò sopra nei prossimi post, approfondendo temi specifici.

Chiudo con un’ultima segnalazione, anch’essa forse banale ma di sicura efficacia, evitate curriculum in formato europeo, molti addetti alle risorse umane non li guardano neanche più: sono freddi, tutti uguali, non comunicano nulla di quello che sono le nostre reali esperienze, non è sicuramente uno strumento per incrementare il proprio Personal Brand.

Alla prossima

Un pensiero riguardo “Costruirsi il proprio “Brand”

    Laura Pasquarelli ha detto:
    7 settembre 2011 alle 21:28

    A proposito di Personal Branding, vorrei segnalare come risorsa utile e ricca di spunti, il blog dell’amico e collega Stefano Principato (presente anche su LinkedIn): http://marketingpersonale.blogspot.com/

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