AUTOREALIZZARSI? SI PUO’!!!

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Autorealizzarsi si può!Ritorno sull’argomento “autorealizzazione”, lo faccio perché il post precedente ha attirato l’attenzione di molti di voi che mi hanno contattato attraverso il web 2.0 (social network, email e commenti), in alcuni casi sollevando perplessità nei confronti delle mie parole. Uno scetticismo comprensibile, visto il momento economico particolarmente difficile per il nostro Paese, a cui però mi sento di replicare con rinnovata fiducia certo che il mio caso non sia l’unico.

Così dopo aver letto il commento di “Vogue” (nick che si è dato lei, visto che preferisce non comparire con il suo nome reale) che si rispecchia a grandi linee nella mia storia; sono entrato in contatto con lei e le ho chiesto la possibilità di farle una breve intervista, in cui potesse raccontarci la sua esperienza di autorealizzazione che in questo caso, prende addirittura corpo da un vissuto estremamente negativo, a dimostrazione che autorealizzarsi si può in qualsiasi situazione.

Ciao Vogue, parliamo di autorealizzazione, da cosa è nato il tuo desiderio di dare una svolta alla tua vita?

Non è stato un vero e proprio desiderio, ma una necessità. Ad un certo punto mi son trovata senza lavoro, un episodio sempre più frequente ma sempre meno compreso (dagli altri e dai media) e ho DOVUTO rimboccarmi le maniche, per non soccombere.

Come ti sei rimboccata le maniche?

Partiamo dal presupposto che non volevo assolutamente tornare indietro nè rischiare l’immobilismo nè tanto meno perdere tempo, sapevo che potevo contare su una professionalità costruita nell’arco di quasi 10 anni e volevo tentare o almeno provare a non dare ascolto a tutte le frasi pessimistiche: “non c’è lavoro torneremo ad essere tutti stagisti”, ma nemmeno dare peso alle frasi esageratamente ottimistiche “Prima o poi il lavoro si trova”, frasi che ti fanno solo innervosire, perchè spesso pronunciate dallo statale che non saprà mai (buon per lui) che vuol dire perdere il lavoro o da chi può contare su altre entrate. Sapevo che potevo solo contare su me stessa, se volevo continuare ad avere una vita autonoma, così prendere o lasciare l’imperativo ipotetico era questo “se vuoi il tipo di vita (di prima > autonomo, indipendente, per conto tuo ecc) devi rimboccarti le maniche” così ho deciso di investire non tanto sulla formazione perchè il corso di inglese all’estero a quasi 35 anni non mi sembrava in target, oppure l’ennesimo corso web dopo un’esperienza solida nel campo; allora ho investito in un altro tipo di formazione quella sulla …come dire personalità, farsi aiutare da professionisti del lavoro (consulenti, psicologici, ecc) che sapessero affiancare le persone in difficoltà, che non  gli trovassero la soluzione bell’e pronta, quella te la trova solo la bustarella,  ma che ti dessero gli strumenti per cercarlo attivamente anche se mi spaventava come percorso, ci ho creduto subito, a pelle.

Quindi ti sei servita dell’aiuto di professionisti del settore risorse umane, che percorso hai fatto? Quali strumenti ti hanno aiutato a prendere consapevolezza di te e dei tuoi reali desideri?

La consulenza di carriera; mi hanno aiutato le chiacchierate con il coach che hanno lavorato molto sulla mia autostima colpita sul senso di perdita che per me era fortissimo, sul trasformare la rabbia in positività e soprattutto sul combattere l’apatia è facile sedersi al primo no, o meglio demoralizzarsi, il coach mi ha aiutato ad andare avanti anche di fronte ai grossi ostacoli e ai grandi rifiuti.

Sai che molte persone quando sentono discorsi e leggono articoli sulla autorealizzazione sono scettici e parlano apertamente di panzane belle e buone; la mia esperienza ed ora la tua evidentemente dicono il contrario. Cosa ti senti di dire a queste persone che, comprensibilmente, stanno passando un momento estremamente negativo della loro vita?

Sento di dire di lasciarsi aiutare, non fare tutto da soli e non affidare il peso del proprio dramma (io l’ho vissuto cosi) alla famiglia (genitori, partner…), non sperare nel caso nella divina provvidenza, nè nell’aiuto che arriva dall’esterno. Se non ce la si fa da soli lasciarsi aiutare, io sentivo che da sola non ce l’avrei fatta, nè volevo appoggiarmi troppo agli altri che non avrebbero saputo aiutarmi ma non perchè non capaci di sostegno, ma perchè non competenti, un amico o un fratello può aiutarti fino lì e non fino là.

Chiudo con una domanda banale: di cosa ti occupi oggi e quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Adesso mi occupo di informazione, cosa in cui credo fermamente. Informazione orientata principalmente al femminile. Progetti? Al momento non me li pongo. Solo imparare ad organizzarmi meglio.

Nel ringraziare Vogue per la disponibilità, mi preme sottolineare che la sua è un’esperienza molto importante, in primis perché con tutte le polemiche che impazzano oggi sulla disoccupazione femminile, vedere che una donna ce l’ha fatta non può che essere ancor più incoraggiante, una ulteriore dimostrazione della grande forza di volontà di cui gode il genere femminile; è altresì importante perché lancia un altro messaggio che nella mia esperienza non si coglieva, ovvero se non ce la facciamo da soli, se sentiamo che abbiamo bisogno anche di una piccola spinta che ci lanci verso la sognata discesa, facciamoci aiutare, ma da quelle persone che sono in grado di farlo, non appoggiamoci su chi, pur volendoci bene, non può aiutarci rischiamo di tirare a fondo anche lui.

Spero che questa nuova testimonianza convinca anche i più scettici che ognuno di noi ce la può fare.

Alla prossima

6 pensieri riguardo “AUTOREALIZZARSI? SI PUO’!!!

    Flavio Troisi ha detto:
    30 novembre 2011 alle 23:55

    La mia esperienza è molto simile. Quando ho avvicinato il mondo del coaching e della formazione comportamentale mi trovavo nella stessa situazione di Vogue. Sentivo che il punto non erano le mie competenze, ma come gestivo me stesso. Ho quindi parlato con un coach che mi ha saputo “leggere” con grande abilità. Ho quindi deciso di investire su un percorso di formazione e i risultati sono stati sbalorditivi per i miei rapporti personali e di lavoro, che da allora hanno preso una nuova piega. Oggi, a distanza di tempo, non solo lavoro di più e meglio come pubblicitario, con persone che stimo e mi stimano, ma sto operando dall’interno nel mondo della formazione per dare ad altri l’opportunità di avvicinare queste metodologie di crescita personale, poco note, ma davvero, davvero efficaci. Si può dire, caro Riccardo che siamo “competitor” in questo settore, 🙂 ma in realtà non mi considero tale, perché so che questa attività si può svolgere solo se si prova sincero interesse verso gli altri. E per questo, plaudo a questo post e al tuo bel sito.
    E complimenti a Vogue!

    riczuccaro ha detto:
    1 dicembre 2011 alle 00:07

    Ti ringrazio Flavio per le belle parole e grazie per la preziosa testimonianza, a quanto pare i numeri di chi è riuscito nell’impresa aumentano, ragion per cui autorealizzarsi si può!!!

    Cristiano ha detto:
    1 dicembre 2011 alle 17:16

    Reinventarsi è fondamentale in questo momento di crisi trasversale, ma in fondo lo è stato sempre e sempre lo sarà. Solo la flessibilità di pensare di poter cambiare strada cavalcando la consapevolezza delle proprie capacità e la forza caratteriale ti può permettere di fare il giusto salto. Ovviamente senza formazione, senza addestramento, senza informazione, senza crescita si fa solo fatica.

    novella bellucci ha detto:
    1 dicembre 2011 alle 23:09

    Mi piace quanto emerso dalla storia di Vogue.Dà sollievo ed apre verso orizzonti di opportunità.sono molto d’accordo nel chiedere aiuto ai professionisti in grado di far rielaborare quanto accade nella propria vicenda personale per trovare le energie per riprendere in mano le redini della nostra vita.Grazie.In bocca al lupo a tutti!!

    riczuccaro ha detto:
    2 dicembre 2011 alle 14:42

    Grazie dei contributi Novella e Cristiano, credo che in questo momento, messaggi positivi, quando ci sono, vanno dati; sottolineando anche quali soluzioni sono state messe in pista.

    AUTOREALIZZARSI? SI PUO'!!! | Il Coaching per i... ha detto:
    26 settembre 2013 alle 19:09

    […] Ritorno sull’argomento “autorealizzazione”, lo faccio perché il post precedente ha attirato l’attenzione di molti di voi che mi hanno contattato attraverso il web 2.0 (social network, email e comme…  […]

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