WEB 2.0: istruzioni per l’uso

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La potenza del WEB 2.0Le festività natalizie si avvicinano, dopo aver trattato temi abbastanza complessi come le relazioni industriali su cui tornerò prossimamente, ho deciso di parlare di un tema più leggero. Spesso, nei miei post, tocco l’argomento web 2.0, mettendolo come una delle armi più importanti al fianco di chi fa personal branding o è in cerca di nuove opportunità professionali; l’uso di social network, blog e posta elettronica è uno dei suggerimenti che do sempre a chi si accinge a seguire programmi di ricollocamento.

Come in tutte le cose però, c’è l’altra faccia della medaglia, ovvero non l’uso ma l’abuso di questi strumenti; diventa quindi facile passare da una estremità all’altra cadendo in errori che posso risultare solo controproducenti e dannosi non solo per la nostra reputazione digitale, ma anche per il raggiungimento dei nostri obiettivi siano essi di ricerca di nuove opportunità lavorative o di mantenimento di quelle esistenti.

Ecco quindi un breve elenco di errori da evitare:

1) Se qualcosa non vi soddisfa nel vostro attuale posto di lavoro, non andate a lamentarvi via email o via social network (Facebook e Twitter in particolare), ormai tutte le aziende monitorano questi luoghi digitali, farsi beccare è un attimo con tutto quello che ne consegue in termini di valutazione. Siate sempre positivi on line e risolvete privatamente le problematiche.

2) Se dovete mandare email siate chiari, non facciamoci prendere da inutili inglesismi; negli ultimi tempi si è sviluppata la convinzione, soprattutto tra manager, che l’utilizzo di termini inglesi li renda più appetibili e dia loro maggiore visibilità, rispetto ad altri. Il risultato è che ci ritroviamo con email scritte al 50% in italiano ed al 50% in inglese, il risultato? Fate solo indispettire l’interlocutore. Usare termini inglesi non è vietato, ma solo quando questi siano ormai di uso comune, siamo Italiani, parliamo Italiano (che non significa che non dobbiamo conoscere le lingue, sia chiaro).

3) Se vi presentate ad un colloquio di lavoro o se vi trovate in riunione mettete il silenziato sui cellulari, in un caso come nell’altro non è certo buona educazione farsi interrompere. Innumerevoli volte nei colloqui che mi è capitato di fare, non solo ho sentito moltissime volte il cellulare squillare ma spesso le suonerie scelte sono veramente al limite dell’assurdo, imbarazzanti per chi ha un’età che non è più adolescenziale.

4) Evitate di usare la posta elettronica aziendale per inviare email personali, crearsi un indirizzo di posta elettronica “online” (gmail, hotmail, email ecc. sono solo alcuni dei servizi utilizzabili) non costa nulla è gratuito e può essere letta anche dal cellulare personale. I motivi sono facilmente intuibili, credo che gli uffici IT delle aziende ne vedano di tutti i colori.

5) Chiudo con un suggerimento che esce dall’ambito web 2.0; quando prendete un appuntamento siate sempre puntuali, se non riuscite per forza maggiore, chiamate la persona che dovete vedere e dite che ritardate, vi sembra banale? Beh vi garantisco che non lo è, sapete quante volte mi è capitato di fare anticamera oltre l’orario programmato prima di essere ricevuto o viceversa ho aspettato persone che non si sono mai presentate??

Per il momento chiudo qui la lista, credetemi possono sembrare suggerimenti banali, ma a quanti di voi è capitato di trovarsi nelle situazioni descritte??

Alla prossima

4 pensieri riguardo “WEB 2.0: istruzioni per l’uso

    Michele De Martiis ha detto:
    15 dicembre 2011 alle 23:29

    Caro Riccardo, suggerimenti banali, ma totalmente condivisibili! Troppo ormai viene dato per scontato, a volte persino l’educazione.

    Cristiano ha detto:
    16 dicembre 2011 alle 13:06

    Grazie Riccardo per questi suggerimenti, tutti molto reali e frequenti. Ci sono caduto spesso anche io! Farò del mio meglio per migliorare ed evitarli in futuro.

    Sabina Ferrero ha detto:
    17 dicembre 2011 alle 17:02

    Riccarco condivido i Suoi consigli e in quest’epoca di grande ricerca del lavoro io consiglio di indicare nel propro cv solo informazion vere per non trovarsi “inadatti” per un ruolo per il quale ci si era “venduti” molto bene… è di sicuro molto demotivante e si diffonde una cattiva referenza di sè.. In bocca al lupo a tutti.

    riczuccaro ha detto:
    19 dicembre 2011 alle 09:46

    Carissimi vi ringrazio per i vostri commenti, come dicevo sono cose che ad una prima lettura sembrano banalità, ma in realtà non lo sono. Condivido quello che dice Sabina, consigli da ascoltare dato che parliamo di una specialista delle risorse umane.

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