L’intervista al Corriere Adriatico: “Ecco come ti ricolloco il disoccupato”

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La testata del Corriere AdriaticoIl 1° Maggio, giorno della Festa del Lavoro che mai come oggi risulta essere una festa molto importante e ricca di significati e di speranza, il Corriere Adriatico, quotidiano numero uno della regione Marche, mi ha intervistato per parlare di outplacement.

La ricollocazione professionale è una delle poche politiche attive del lavoro che oggi possono essere messe sul piatto per aiutare chi ha perso il lavoro, a trovare una nuova collocazione. Purtroppo è uno strumento ancora poco conosciuto in particolare tre le piccole e medie imprese, mentre le multinazionali e le grandi aziende, al contrario, già conoscono lo strumento e lo usano con costanza.

Il “quotidiano delle Marche” per definizione ha una diffusione prettamente regionale, ho pensato quindi di pubblicare qui nel blog, il testo dell’intervista per permettere a chiunque di leggerlo, in un’ottica di ulteriore diffusione della conoscenza della ricollocazione professionale.

ECCO COME TI RICOLLOCO IL DISOCCUPATO
Zuccaro è professionista dell’outplacement, accompagna le persone nella ricerca di nuove opportunità.

Continua la crescita dei disoccupati nella Vallesina. Secondo i dati forniti dal Centro per l’Impiego di Jesi, su 76.082 persone in età lavorativa, quasi 10.000 persone sono disoccupate. Il dato non è dei più confortanti, infatti, rispetto al 201 si è registrato un +8% di disoccupati. E’ dunque, il 12,5% della popolazione in età lavorativa a restare senza un lavoro, quasi l’8% di quella residente.

Un ruolo fondamentale in questa situazione è quello che spetta ai professionisti dell’outplacement, branca della consulenza nell’ambito delle risorse umane che si occupa di accompagnare le persone in uscita da un’azienda nella ricerca di nuove opportunità professionali. Uno dei maggiori esperti sul campo è Riccardo Zuccaro, vicepresidente della sezione Marche di AIDP, Associazione Italiana per la Direzione del Personale, ed esperto di outplacement nella zona territoriale della Vallesina e del Senigalliese per conto di INTOO, società multinazionale italiana del lavoro.

Secondo Zuccaro “indubbiamente negli ultimi anni e in particolare da quando la crisi ha colpito nel profondo, l’economia italiana ha dovuto affrontare una serie di cambiamenti e stravolgimenti che in parte si sarebbero dovuti fare tempo fa, ma che il mercato del lavoro si è trovato a dover fare in brevissimo tempo; sconvolgendo di fatto il normale accesso al lavoro“. Particolare attenzione, sottolinea Zuccaro è da dedicare ai giovani, categoria maggiormente colpita dalla disoccupazione: “quasi il 38% dei giovani tra i 16 e i 29 anni residenti nella Vallesina è disoccupato. Sappiamo che il contratto a tempo indeterminato è diventato una chimera, ma la colpa non è imputabile alle sole aziende. Oggi, se il governo non decide di mettere mano al cuneo fiscale, le aziende sempre più difficilmente assumeranno con contratto da lavoratore dipendente, un lavoratore che costa all’azienda quasi il doppio di quello che riceve in busta paga“.

Per quanto riguarda l’outplacement, ossia il reinserimento nel mondo del lavoro, Zuccaro evidenzia che “alcune figure come quella del commerciale sono molto richieste mentre, al contrario, l’operaio non specializzato e l’impiegato del settore amministrativo sono scarsamente ricercate. Ciò perchè negli anni passati le aziende si sono dotate di un numero eccessivo di queste figure“. Il ruolo della specializzazione è fondamentale, ed è considerato anche un plus per l’azienda che deve assumere. E’ importante anche sapere cercare bene. “Secondo dai Unioncamere, gli annunci di cerco lavoro rappresentano solo il 15% della reale domanda. Il resto è trasmesso per passaparola o, addirittura, non viene neanche dichiarato“. Le percentuali di ricollocamento sono positive, l’88% per le figure di base e 93/94% per i quadri e gli impiegati dirigenti. “Il successo passa anche per la formazione, essere sempre disposti a formarsi a qualsiasi età, ad arricchire ed approfondire le proprie competenze in un determinato settore. Non mancano i casi positivi: negli anni passati alcune persone in attesa di ricollocamento, si sono unite e hanno dato vita a loro volta ad una società“.

L’intervista si è chiusa qui, in conclusione mi preme solo sottolineare che l’uso dell’outplacement, specialmente in un momento come questo, è un supporto fondamentale nella ricerca di nuove opportunità di lavoro, nell’intercettare quel 85% di posizioni di lavoro che oggi vengono definite “nascoste” ma che sono reali.

Alla prossima!

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