Outplacement: la testimonianza di Emilio Zampetti Chief of Human Resources di ELICA.

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Emilio Zampetti Chief of Human Resources di ELICA
Emilio Zampetti Chief of Human Resources di ELICA

Spesso in questo blog ho toccato l’argomento outplacement, vuoi perchè mi occupo anche di outplacement, vuoi perchè credo fermamente che in Italia dobbiamo uscire dalla logica stretta dell’ammortizzatore sociale passivo, che risolve poco o nulla e focalizzarci più sulle politiche attive del lavoro, di cui l’outplacement è parte preponderante.

Sapete come la penso, la cassa integrazione è sacrosanta e senza dubbio utile, ma va utilizzata così come è stata concepita, senza gli abusi di cui siamo pieni in Italia; una persona va assistita se si trova in un momento difficile non solo con un sostegno al reddito ma soprattutto con un supporto alla ricollocazione in un nuovo posto di lavoro, questo perchè credo che il lavoro sia più importante e nobilitante che non la mera assistenza che prima o poi avrà fine.

In questo contesto ho fatto alcune domande ad un HR Manager che conosco da tanto tempo, Emilio Zampetti Chief of Human Resources di un’azienda da sempre attenta alle risorse umane, anche quando arriva il momento di dividere le strade, ovvero ELICA Spa. Emilio ha cortesemente accettato, mi sono fatto raccontare come vede lui l’outplacement e cosa ne pensa, se lo usa e che livello di soddisfazione ha dello strumento, ecco l’intervista.

D. Da quanto tempo usi l’outplacement?

R. La prima esperienza con l’outplacement risale al  2003, quando ancora era uno strumento poco conosciuto ed utilizzato: compresa la sua vera natura e potenzialità da allora l’ho sempre proposto e consigliato.

D. Perché usi l’outplacement?

R. E’ un modo di “prestare attenzione”alle persone anche questo; soprattutto nel momento più difficile quale il termine di un rapporto di lavoro.

D. Qual è il valore aggiunto dell’outplacement?

R. Il valore aggiunto è quello di  rivalorizzare il percorso professionale  di ciascuno è prepararlo ad un mercato del lavoro sicuramente diverso rispetto all’ultima volta che la persona si era messa in discussione.

D. Cosa ti aspetti da una società che si occupa di outplacement?

R. Naturalmente una grande sensibilità nel gestire il lato psicologico dei candidati, un buon network e velocità nel ricollocare.

D. Outplacement e politiche attive del lavoro, le istituzioni possono fare di più?

R. Sicuramente si perché è difficile fare di peggio della situazione attuale!! Ma questa è un’altra storia.

D. Outplacement e sindacati, c’è consapevolezza dello strumento nel tavolo delle trattative?

R. Le organizzazioni sindacali non percepiscono il valore del servizio di outplacement ne tantomeno le potenzialità; preferiscono sempre puntare su l’incentivo all’esodo piuttosto che sviluppare un progetto di ricollocazione, una visione molto limitata che non alimenta e non aiuta la voglia di rimettersi in discussione delle persone.

Ringrazio Emilio per la disponibilità e la sua solita cortesia nel rendersi disponibile all’intervista.

Alla prossima!!

5 pensieri riguardo “Outplacement: la testimonianza di Emilio Zampetti Chief of Human Resources di ELICA.

    Mauro Pecci ha detto:
    13 maggio 2013 alle 08:11

    Ottimo blog e senza dubbio tutto vero peccato che la gestione del lato psicologico e la velocità di essere ricollocati lascia qualche perplessità……

      riczuccaro ha detto:
      13 maggio 2013 alle 10:22

      Capisco Mauro la tua posizione, chiaramente ogni situazione ha una sua storia, sui tempi di ricollocazione i fattori che incidono sono plurimi, tieni conto che in media oggi ci attestiamo sui sei mesi per tutte le figure professionali. Poi le cose cambiano a seconda dei casi, prendiamo il caso Marche che conosco bene, ci sono capitati casi che hanno richiesto tempi maggiori, come altri che invece nell’arco di tre mesi si sono ricollocati. I fattori di incidenza sono plurimi e non dipendono tutti da noi, il percorso va fatto insieme; relativamente al caso Elica ad esempio abbiamo un successo del 100% sui casi che abbiamo gestito.

        Mauro ha detto:
        13 maggio 2013 alle 11:53

        Grazie Riccardo per la risposta e’ vero il per pros si DEVE fare insieme, assolutamente, anche se a volte sembra proprio di essere ancor piu soli proprio xche il supporto che viene fornito sembra essere non quello che ci si aspetta. Il tutto ovviamente parlandoci a course aperto e senza velo di polemica alcuna. Grazie

    trasporti-roma ha detto:
    4 giugno 2013 alle 23:27

    Bellarticolo, ma concordo con chi dice… si spera sempre che alla fine vada tutto per il meglio!

    elisa ha detto:
    6 giugno 2013 alle 01:06

    Bellarticolo, ma concordo con chi dice… si spera sempre che alla fine vada tutto per il meglio!

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