Motivazione in tempi di crisi

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La piramide di Maslow
La piramide di Maslow

Mercoledì scorso sono stato invitato da un gruppo di imprenditori marchigiani a parlare di motivazione in tempi di crisi; sono rimasto positivamente colpito dalla loro richiesta in quanto dimostra che esistono imprenditori che hanno capito che occorre cambiare, che il sistema motivazionale portato avanti sino ad oggi non è più attuale, se vogliamo invertire la tendenza occorre appunto rivederlo.

Prendo spunto da questo intervento per condividerne una parte con voi, perché in fin dei conti il sistema motivazionale va sicuramente cambiato da parte delle imprese ma va altresì cambiato anche in noi stessi se vogliamo riuscire a raggiungere i nostri obiettivi.

Partiamo da un presupposto, sino ad oggi le imprese hanno sempre basato i loro sistemi motivazionali sul metodo del “bastone e la carota“, un metodo che nel corso dei secoli è passato dall’essere prevalentemente spostato sul bastone fino ad arrivare ai giorni nostri dove, al contrario, è fermamente concentrato sulla carota. Per spiegare come si innesta questo metodo nella soddisfazione dei bisogni dei propri collaboratori, occorre fare un passo indietro e dare un’occhiata alla scala dei bisogni di Maslow (vedi foto).

Non sto qui a raccontare chi è Maslow (cliccate sul nome per maggiori info) sappiate solo che secondo la sua teoria ogni essere umano soddisfa i suoi bisogni partendo da quelli base ed una volta soddisfatti questi si sposta sul gradino successivo sino ad arrivare al vertice della piramide. In questo contesto si passa dal soddisfacimento dei bisogni fisiologici per poi salire a quelli di sicurezza ed arrivare al bisogno di appartenenza (ad un gruppo, ad una comunità..) ed arrivare al quarto gradino che io preferisco spacchettare in due gradini (come da scuola Whitmore), a quello inferiore metto il bisogno di ottenere la stima da parte degli altri a quello successivo metto il bisogno di autostima che, come vedremo, è ben diverso. In ultimo, la vetta della piramide è costituita dal bisogno di autorealizzazione.

Il problema sta nel fatto che il sistema classico del bastone e della carota si ferma al quarto gradino, ovvero le aziende motivano i propri dipendenti attraverso aumenti di livello, bonus, benefits e via dicendo che non fanno altro che soddisfare solo ed esclusivamente il bisogno di stima da parte degli altri; girare con una bella auto o farsi ammirare per la posizione raggiunta non fanno altro che aumentare il nostro prestigio nei confronti altrui, ma vi siete mai chiesti se poi le persone una volta raggiunti questi “premi” siano poi realmente motivati nel loro lavoro? Vi siete mai chiesti se le persone raggiunte determinate posizioni poi in realtà per paura di perderle si trasformino in leader autoritari capaci solo di affossare i collaboratori anzichè farli crescere, magari contro lo stesso bene dell’azienda? Credo di no!

Risulta evidente come il metodo del bastone e della carota sia palesemente superato, in particolar modo in un periodo come quello di oggi, in cui le “carote” scarseggiano (quanti di voi hanno avuto un aumento di stipendio da parte dell’azienda per cui lavorano da quando è iniziata la crisi?).

Le persone per dare il massimo devono poter salire al gradino superiore, devono soddisfare il bisogno di autostima ed ambire alla propria autorealizzazione. Come? Le persone per fornire performance elevate devono avere fiducia in se stesse, la fiducia in se stessi si alimenta con l’aumento del livello di autostima che a sua volta si alimenta attraverso la responsabilizzazione, quando una persona si responsabilizza? Quando ha la possibilità di SCEGLIERE!!

Quando ognuno di noi decide di “muoversi” per fare qualcosa (motivazione deriva dal latino motus che significa movimento) più o meno inconsciamente si domanda “perchè agisco?” le risposte a questa domanda sono solo di due tipi: “per gli altri” oppure “per me stesso“. Nel primo caso c’è totale assenza di motivazione perchè agisco per non incorrere in qualcosa di negativo, in poche parole DEVO agire e questo non produrrà certo top performance; al contrario se agisco per me stesso, ho una motivazione intrinseca per cui VOGLIO agire, la performance sarà sicuramente la migliore possibile.

Per cui come imprenditori, come manager o come genitori non dobbiamo mai porre in condizione i nostri collaboratori, i nostri figli di dover fare ma al contrario dobbiamo offrire loro sempre una scelta per coinvolgerli al massimo, ascoltare anche le loro proposte, l’autonomia di scelta responsabilizza la persona, la fa sentire capace di fare aumenta quindi il suo livello di autostima.

Guardate dentro le vostre aziende, è molto probabile che siate pieni di leader impegnati a salvaguardare il proprio prestigio, a dire sempre si (anche quando ci sarebbero soluzioni migliori) ma che sicuramente non offrono il massimo delle loro performance e che anzi, con molta probabilità, affossano altri collaboratori in grado di poter dare di più distruggendo la loro autostima…. è ora di cambiare!!

Alla prossima!!

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