Followership, ovvero dove nasce la Leadership

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I bravi follower? I leader di domani

In questi giorni di vacanze natalizie mi sto dedicando alla lettura del libro scritto da Dan Peterson e Dino Ruta dal titolo “Per me… numero 1” (edizioni Egea), un vero e proprio trattato sulla leadership che prende spunto dalla narrazione della vita di “Coach” Dan Peterson, sicuramente il più grande allenatore americano di basket in Italia.

Mi ha colpito in modo particolare quando Ruta, narrando uno dei primi periodi di vita lavorativa di Coach Peterson negli Stati Uniti, parla di “Followership“, un concetto che in realtà riporta all’omonimo libro di Barbara Kellerman professore in business administration all’università di Harvard.

Suona strano parlare di “follower” quando in realtà libri e corsi formativi ci bombardano con il concetto di “leader“, eppure leggendo il passaggio sono arrivato alla conclusione che per essere un buon leader occorre prima di tutto imparare ad essere un buon follower, ma cosa significa essere un follower?

Tutti noi abbiamo riportato o tuttora riportiamo ad un capo sia esso l’imprenditore, il direttore, il responsabile ecc.; la prima cosa da fare in questi casi è quella di riuscire ad entrare in sintonia con il nostro referente, ovvero sviluppare la capacità di ascolto, capire su cosa dobbiamo concentrarci e cosa invece va messo in secondo piano (definire le priorità), essere sempre disposti ad imparare da chiunque, essere in grado di poter esprimere la propria opinione anche quando essa differisce da quella del capo. Questo significa non essere degli “yes man” al contrario significa essere assertivi, dote non semplice da sviluppare e molto rischiosa da usare perchè un cattivo leader potrebbe non capire.

Vero comunque che come ci sono cattivi leader esistono altrettanto cattivi follower, in questo senso è emblematica la classificazione della Dott.ssa Kellerman che nel suo libro ha suddiviso quest’ultimi in: isolati ovvero coloro che accettano supinamente qualsiasi cosa senza il minimo coinvolgimento (ne troviamo diversi in azienda), spettatori quelli che vorrebbero ma non osano lasciando agli altri il compito di dire la loro (ne siamo pieni, i famosi quaquaraquà), partecipanti sono un valido supporto ma nulla più, attivisti coloro che come dice la parola sono sempre pronti ad essere di supporto al leader (attenzione qui si annidano gli yes man, inutili per definizione ma che tanto piacciono ai vari leader ed i paragnosti ovvero quelli che pensano di fare le scarpe al leader stesso) ed i combattenti, merce molto rara perchè sono attaccatissimi all’azienda che si spendono in prima persona con il rischio di essere incompresi e rimetterci se il leader non è capace; già… occorre essere dei bravi leader per essere in grado di valorizzare i follower meritevoli e non affossarli, in fondo il risultato del leader dipende molto anche dal tipo di follower che si ritrova.

In fondo non si è leader solo perchè siamo stati incaricati da qualcuno di esserlo, leader fa rima con autorevolezza non con autorità (concetto che ho espresso più volte), eppure sono ancora innumerevoli i leader che basano la loro gestione sul concetto di autorità e potere risultando ciechi al fatto che dietro di loro non c’è più nessuno e magari si lamentano del fatto che sono contornati di incompetenti, è necessario invece comprendere che un buon leader persuade le altre persone delle bontà delle sue idee in modo che questi ultimi siano disposti a dare il 101% anziché pretendere che lo facciano di default, ecco quindi perchè se si è stati dei buoni follower è molto probabile che saremo anche degli ottimi leader.

Alla prossima!!

2 pensieri riguardo “Followership, ovvero dove nasce la Leadership

    Followership, ovvero dove nasce la Leadership |... ha detto:
    20 gennaio 2014 alle 18:42

    […] "La prima cosa da fare quando ci interfacciamo col nostro referente è di riuscire ad entrare in sintonia, ovvero sviluppare la capacità di ascolto, capire su cosa dobbiamo concentrarci e cosa invece va messo in secondo piano…"  […]

    […] Per diventare un buon leader è necessario essere prima un buon follower, che significa essere un buon follower? Andate a leggere qui […]

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