Psicologia

L’OTTIMISMO: fonte di benessere

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Torno a parlare di outplacement, in particolare del modo in cui i candidati dovrebbero affrontare il percorso di ricollocamento. Come ho già fatto per un altro post anche questa volta inserisco l’immagine di un altro bel film che ho avuto l’occasione di vedere e che tocca l’aspetto crisi economica e percorso di ricollocamento; il film si intitola The Company Men e parla di un gruppo di manager affermati che, causa crisi, si trovano improvvisamente senza lavoro ed affrontano un percorso di ricollocamento.

Un cast di prestigio con attori del calibro di: Ben Affleck, Kevin Costner, Tommy Lee Jones solo per dirne alcuni, tracciano una istantanea reale di quello che sta accadendo nel mondo del lavoro americano, ma che può essere tranquillamente ribaltato in Europa. Manager con incarichi importanti e retribuzioni di prestigio, abituati a gestire numerose persone che improvvisamente si ritrovano catapultati nel mercato del lavoro.

Come ho già detto in passato, la condizione psicologica di chi si viene a trovare in queste situazioni è veramente difficile, personalmente sono stato in contatto con persone che, pur essendo abituate a gestire persone e budget di rilievo davanti a me avevano le mani che tremavano come una foglia. Il nostro compito come operatori del settore, è quello di mettere subito a proprio agio la persona, ricostruire la sua autostima che con la perdita del posto di lavoro, è stata messa in forte discussione.

Altresì importante però è che la persona che si appresta ad iniziare il percorso di ricollocamento, lo faccia con la giusta predisposizione, con la giusta motivazione, con la grinta di emergere dal pantano in cui si è trovato, insomma in poche parole occorre essere ottimisti.

L’ottimismo e l’essere positivi anche in situazioni difficili è la carta vincente in qualsiasi sfida la vita ci riserva; è scientificamente dimostrato (Segerstrom, Taylor, Kemeny & Fahey, 1998) che l’ottimismo influenza positivamente anche la salute fisica e psicologica della persona rendendo il nostro organismo più resistente alle malattie, contenendo i livelli di stress. Recentemente mi sono imbattuto in una pubblicazione della Eulab Consulting (http://www.eulabconsulting.it/index.php?option=com_content&view=article&id=112:newsletter-nd9-imparare-lottimismo&catid=38:cat-newsletter&Itemid=60) che vi invito a leggere, parla proprio di ottimismo e delle ricerche di Martin Seligman sull’argomento da cui emerge testualmente che “individui che si distinguono per una valutazione degli eventi come incontrollabili, sentendosi in loro balia, diventano passivi, rassegnati, ansiosi e depressi” cosa questa che non accade in chi invece interpreta con ottimismo anche le situazioni difficili.

Tornando al film menzionato ad inizio post, è proprio l’ottimismo e la voglia di rimettersi in gioco la chiave di volta che poterà i manager a trovare un nuovo inizio, perché dopo la notte inizia sempre un nuovo giorno.

Alla prossima