Berlusconi

Auguri per un futuro migliore.

Postato il Aggiornato il

Auguri personali
Auguri personali

 

Il 2012 si avvia al termine e ci porta le festività natalizie, non è stato un grande anno anzi, forse uno dei peggiori da un punto di vista economico, tanto che la luce in fondo al tunnel della crisi sembra tardare ad arrivare.

Confindustria ci ha già detto che anche il 2013 sarà un anno duro e che solo nel 2014 inizierà la ripresa; certo anche lo scenario politico che sembra attenderci non è dei migliori. In un momento come questo, dopo il governo dei tecnici, ritrovarsi come candidati alla guida del Paese due politici datati come il duo BB (Bersani – Berlusconi) che tutto rappresentano fuorchè il nuovo di cui avremmo tutti bisogno, sono ulteriori segnali che questa Italia, sembra non voler capire che il futuro nostro e dei nostri figli dipende da noi e dalla nostra capacità in primis di ammettere e poi di imparare dagli errori che abbiamo commesso sino ad oggi… tutti… dai politici, agli imprenditori, dai sindacati, ai lavoratori, dalle famiglie, ai giovani; ognuno di noi, se si ferma a riflettere, non può non ammettere di aver commesso errori che ci hanno portato in questa situazione.

Inutile piangerci addosso, aspettare che la manna cada dal cielo, siamo sempre noi, con la nostra unicità, con la nostra voglia di fare, con la nostra ferma volontà nel crederci sempre e comunque ad essere artefici del nostro destino, questo il messaggio che lancio nelle righe del mio biglietto augurale e che sono il fondamento del Coaching a me tanto caro.

Sono sicuro che riusciremo nell’intento a patto che tutti decidano di agire; applicando il gergo sportivo che spesso uso nella mia attività di team coaching nello sport dico “le chiacchere stanno a zero, è ora di fare e dimostrare“.

Auguri a tutti!!!

R.U. e dintorni si ferma per le festività, riprenderò le pubblicazioni alla seconda settimana di Gennaio. Lo so cosa state pensando “ma come scrivi di agire e tu ti fermi?” in realtà non mi fermo mai.. anzi, proprio per dimostrare quello che scrivo, le festività natalizie sono per me un momento in cui iniziare a mettere su carta i tanti progetti che da tempo mi frullano in mente, per agire occorre pianificare altrimenti si va allo sbaraglio 🙂

Chiudo con una frase di Goethe che ho stampato ed appeso nel mio ufficio, mi auguro sia per voi di ispirazione come lo è per me:

“Qualunque cosa sogni, cominciala, l’audacia ha del genio, del potere, della magia.”

Alla prossima!!

La riforma del mercato del lavoro è legge…. MAH!!!!!!

Postato il

20120704-005550.jpg

Torno su un argomento a me molto caro, la riforma del mercato del lavoro, come ormai tutti sapete è diventata legge a tutti gli effetti; ma qual è il giudizio in merito alla riforma? Dal titolo di questo post e dai commenti fatti in precedenza, mi sembra evidente che personalmente la ritengo assolutamente deludente.

I motivi sono plurimi, cercherò di spiegarli brevemente e con parole semplici; per prima cosa se analizziamo l’iter di approvazione della riforma è chiaro a tutti che questa è una legge che “si doveva fare” per forza, da qui la fiducia posta alla Camera; non solo… andava anche approvata assolutamente entro la data del 27 giugno, perché? Semplice il 28 c’è stato il fatidico Consiglio Europeo a cui, per portare via il risultato che Monti sembra aver strappato alla Merkel in merito al Fondo Salva Stati (dico sembra perché da quel giorno in cui abbiamo tutti cantato vittoria, non passa giorno che non ci sia qualche leader europeo che si rimangi ciò che era stato deciso), dovevamo presentarci al Consiglio con la riforma fatta, poiché ricorderete c’era stata chiesta esplicitamente negli ultimi mesi di governo Berlusconi. Poco importa che sia fatta male, raffazzonata e che non soddisfi praticamente nessuno, l’importante era farla ed illudere tutti i membri dell’Unione che avevamo fatto il compitino richiesto, anche questo tipico comportamento da furbetto del quartierino che purtroppo spesso ci contraddistingue come Paese.

Fatto sta che Squinzi (Confindustria) l’ha liquidata come una boiata, i sindacati sono avvelenati, i lavoratori idem e non parliamo delle imprese. Domanda: serve una riforma così? Secondo me no.

Passiamo ad esaminarne i punti più salienti:

1) Flessibilità in entrata: tanto sbandierata da tutti, risulta essere praticamente azzerata, i tempi determinati durano massimo 36 mesi comprensivi anche della eventuale somministrazione, inoltre si è inserito un 1,4% di contributo aggiuntivo. A mia opinione questo significa far morire la somministrazione che era una delle poche leve di flessibilità per l’azienda e che prevedeva per il lavoratore un contratto serio e reale. Non solo, sapete quante agenzie per il lavoro ci sono sul territorio italiano?? Provate a guardare nella vs. città quante ce ne sono, tenete conto che in media ci sono almeno tre persone che lavorano in ogni filiale, la maggior parte della quali giovani, si quei giovani tanto vituperati il cui tasso di disoccupazione è a livelli stellari. Fate un conto di quanti ragazzi/e perderanno il posto di lavoro (sta già succedendo) andando ad ingrossare le fila dei disoccupati, grazie a questa brillante riforma. Le partite iva, per colpire alcune eccezioni negative, si è andato in realtà a colpire anche tutte quelle persone che, per scelta professionale ed in accordo con l’azienda, decidono di aprire la p.iva pur lavorando per la maggior parte del tempo per un unico datore di lavoro. L’Apprendistato sembra una delle poche cose positive, anche se non parliamo certo di novità visto che il contratto era in essere da tempo.

2) Flessibilità in uscita: su questo argomento mi duole dire che si è fatta una campagna ideologica da parte del sindacato soprattutto su un argomento come quello dell’articolo 18 che in realtà mantiene i suoi effetti, vengono solamente ridotti i casi di reintegro per i soli licenziamenti economici, che in realtà non ha mai voluto nessuno, la stragrande maggioranza dei lavoratori ha sempre preferito il “congruo” indennizzo economico piuttosto che tornare su un posto in cui non sei benvoluto. Per il resto l’altra parte interessante riguarda la procedura di conciliazione da effettuarsi obbligatoriamente prima della comunicazione ufficiale da parte del datore di lavoro al lavoratore del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, in questa sede viene valutato positivamente il raggiungimento di un accordo consensuale tra le parti e l’impegno da parte dell’azienda di mettere sul tavolo la possibilità di far usufruire al lavoratore del programma di ricollocamento affidandolo agli operatori privati del settore (l’unica briciola della beneamata Flexsecurity del Prof. Ichino).

3) Ammortizzatori sociali: anche qui qualcosa andava cambiato, con l’introduzione dell’Aspi (Assicurazione Sociale per l’Impiego) si è fatto un primo passo che però ritengo assolutamente insufficiente e credo anche nella direzione sbagliata. L’uso e l’abuso da parte di tutti (imprese e sindacati con l’avvallo tacito del ministero) di CIG e CIGS in tutte le declinazioni possibili quando già dall’inizio è chiaro a tutti che l’azienda dovrà comunque tagliare il personale e che il problema, in questo modo, viene solamente procrastinato nel tempo senza possibilità di soluzione (ricordo che parliamo di ammortizzatori sociali passivi e non attivi) è il motivo per cui se oggi dichiariamo una disoccupazione di poco sopra al 10%, in realtà se consideriamo tutte le persone che attualmente usufruiscono dei vari tipi di cassa integrazione (in particolare quella straordinaria) e che sono già segnati nonostante vengano illusi, in particolare dai sindacati, che al termine saranno reintegrati, il tasso reale sale e di molto. Necessario quindi rivedere questi ammortizzatori sociali in chiave di politica attiva non passiva, la riforma non lo ha fatto se non andando a toccare quel sostegno al reddito, come la mobilità e l’indennità di disoccupazione, che sono le uniche fonti di una persona che è già uscita dal mondo del lavoro. Non era forse il caso di accorciare i periodi di cassa integrazione, mettendo in campo politiche attive di ricollocamento dei lavoratori lasciando invariate le forme di sostegno per chi è realmente fuori dal mercato del lavoro?? Se si riesce a risolvere la situazione dei lavoratori mentre sono ancora in cassa integrazione in azienda, si riduce di conseguenza anche l’uso della mobilità e della indennità di disoccupazione.

Ci sono altri punti della riforma che andrebbero discussi, ma questi li ritengo quelli più importanti e da cui scaturisce un giudizio chiaramente negativo; per me la madre di tutte le riforme era e rimane il modello Flexsecurity del Prof. Ichino di cui questa riforma ne è solo il lontanissimo parente.

Alla prossima!