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Costruitevi la vostra impiegabilità

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Costruirsi la propria impiegabilità
Costruirsi la propria impiegabilità

Dopo aver fatto riferimento alla necessità di attivare reali politiche attive del lavoro, questa volta voglio scendere direttamente sul campo parlando di come costruirsi la propria impiegabilità.

Il tema è di pubblica utilità ma chiaramente diventa preponderante per chi, in questo momento, si trova preso tra gli ingranaggi della crisi e quindi senza lavoro e per tutti coloro che, stanchi dell’assistenzialismo fine a se stesso, decidono di tirarsi su le maniche e di darsi da fare per trovare nuove opportunità di lavoro.

Per rimettersi sul mercato del lavoro non si può prescindere dal fare un’analisi approfondita ed onesta della propria situazione professionale, ciò significa domandarsi: chi sono professionalmente? Quali sono le mie competenze? In quali aree ho accumulato una forte esperienza? Da questa analisi emergerà una vostra fotografia professionale attuale.

Il secondo step è quello di stabilire i propri obiettivi professionali: dove volete andare a parare? Qual’è il vostro tipo di lavoro ideale? Quale area geografica vi interessa?

Una volta fissati gli obiettivi, riprendete in mano la vostra fotografia professionale e domandatevi: ho tutte le competenze per poter soddisfare il mio sogno? Si? Molto bene, tra poco vedremo come procedere; se la risposta è no occorre verificare come e se sia possibile colmare il gap formativo. In questo caso analizzate quali possano essere i corsi di formazione di vostro interesse, scegliete quello che per contenuti fa maggiormente al caso vostro ed investite in formazione. Spendere soldi per un corso che vi consenta di aumentare le vostre competenze, non è mai un investimento vano.

Mettete in atto politiche di Personal Branding, aumentate la vostra presenza sui social network, come spesso ho sottolineato in questo blog, concentratevi su quelli maggiormente efficaci per far conoscere il vostro brand, su tutti: Linkedin, Facebook, Twitter e se siete appassionati di scrittura anche un bel blog ricco di contenuti utili. In questa sede non mi fermerò ad analizzare ogni singolo social, basta che andiate a ritroso nei post e troverete alcuni approfondimenti, in alternativa visitate il sito dei ragazzi di Sestyle.

Non dimenticatevi di coltivare sempre il vostro network personale, è dimostrato che la maggior parte delle opportunità di lavoro scaturiscono proprio da una accurata cura dei propri contatti.

L’altro canale è quello definito “in chiaro” ovvero quello che ufficialmente è visibile a tutti; verificate quello che il mercato offre e candidatevi alla opportunità che trovate maggiormente interessanti per voi. Consiglio: non inviate mai e poi mai curriculum ad indirizzi email generici quali “info@…..” e via dicendo, equivale a gettare alle ortiche la vostra professionalità, non arriverà mai sulla scrivania della persona interessata. Cercate sempre un referente a cui indirizzare il cv, la mail del referente di norma è facilmente trovabile, basta ingegnarsi un pò e la rete ci premia.

E poi??? Perseverare, perseverare, perseverare; credete in voi stessi e nelle vostre capacità, non sarà una passeggiata, sappiate che cercare lavoro è un lavoro.

In ultimo, non sottovalutate la via della autoimprenditorialità, questo è particolarmente vero per figure medio alte come quadri e dirigenti che possono avere questo tipo di collocazione in determinate aree geogriche.

Se nel percorso, vi accorgete che la strada che avete tracciato non è quella corretta, meglio tornare a verificare gli obiettivi dopo di che, rimettersi all’opera con ancora più rigore di prima.

Chiudo con un ultimissimo consiglio: se vi bloccate e temete di non riuscire, chiedete aiuto ad un coach professionista (associazioni di riferimento ICF Italia ed AICP), vi supporterà nello sviluppo della propria autoconsapevolezza e potenzialità, permettendovi di affrontare con sempre maggiore responsabilità, il percorso che vi porterà al raggiungimento dei vostri obiettivi.

Ricordate sempre le parole di Goethe “Qualsiasi cosa sognate di poter fare, iniziatela”.

Alla prossima!!

COACHING e PERSONAL BRANDING

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Lo scorso 4 Aprile sono stato ad Urbino in occasione del convegno Branding 2.0 in cui si discuteva, tra l’altro, di personal branding. In particolare l’intervento di Sestyle ovvero Enrico Bisetto e Damiano Bordignon, è stato particolarmente interessante e si è centrato proprio sul personal branding.

Nella bella presentazione fatta dai ragazzi di Sestyle, sono stato folgorato dalla slide in cui viene presentata la piramide del Brand Building di Keller rivista in chiave Personal Branding (l’immagine riportata a fianco); non ho potuto fare a meno di ritrovare concetti base del Coaching applicati alla costruzione del proprio brand.

Nel costruire il personal brand, si parte dalla domanda “chi sono?”, si definisce in parole povere la propria identità, realizzando la piena “consapevolezza di sé” prendendo coscienza delle proprie competenze, delle proprie capacità e delle proprie passioni. La stessa cosa che accade nel coaching, in cui nelle fasi del percorso la persona (coachee) prende consapevolezza di sé, partendo dalla cura di sé, analizzando proprio le sue competenze, capacità e passioni da cui emerge il suo potenziale.

La seconda fase nella costruzione del proprio brand risiede nella definizione degli obiettivi, individuando il contesto in cui si opera, ciò che si vuole offrire al mercato di interesse, caratterizzando la propria immagine da promuovere. Lo step successivo riguarda l’espressione di sé attraverso la propria creatività, storia e valori che ci rendono unici; non a caso si usa la parola “personal” proprio per sottolineare l’unicità dell’individuo.

Anche in questo caso i concetti del personal branding si fondono con quelli del coaching; anche nel coaching la persona che segue il percorso definisce i propri obiettivi di crescita, partendo proprio da una fotografia reale della situazione attuale monitorando passo dopo passo la strada di avvicinamento all’obiettivo finale, raggiungendo i traguardi intermedi. Come spesso ho sottolineato, è importante la creazione di un rapporto empatico tra coach e coachee che naturalmente crea una relazione facilitante. Nel coaching come nel personal branding ogni individuo è a se stante ed ha caratteristiche e potenzialità che lo differenziano da chiunque altro, rendendolo unico.

Tutto questo evidenzia ulteriormente che i concetti del coaching sono applicabili in ogni ambito della nostra vita: nel privato (life coaching), nel lavoro (business coaching) e nello sport (sport coaching) e sono un ausilio fondamentale nel raggiungere la realizzazione personale, anche attraverso la costruzione di un valido Personal Brand.

Alla prossima!