Tommaso Sorchiotti

MANAGER 2.0

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Il mondo dei Social Network
Il mondo dei Social Network

Dopo alcuni mesi torno su un argomento che nonostante il passare del tempo è sempre più di attualità, come reinventarsi? Come rimanere al passo con il mondo che cambia? Nel mio lavoro sono quotidianamente a contatto con tantissimi manager e non che sono stati estromessi dal mercato del lavoro a causa della crisi in atto e che spesso si sentono persi nella nuova realtà.

Premetto che i concetti di cui parlerò sono riconducibili a tutti non solo a chi è in una situazione emergenziale come chi si trova senza un lavoro, è indubbio però che per questi ultimi, confrontarsi con questi concetti diventa la priorità assoluta se si vuole pensare di rimettersi in pista.

Prendo spunto inoltre da due guru nel settore con cui, in questi giorni, sto incrociando le strade il primo è Luca Conti esperto di social media, giornalista e blogger di successo, curatore della collana web & marketing 2.0 di Hoepli, mentre il secondo o meglio i secondi sono Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti due tra i più autorevoli esperti di personal branding in Italia autori del libro dal titolo Personal Branding uscito recentemente in versione aggiornata ed edito da Hoepli.

Dicevo che sto incrociando le loro strade in questi giorni perchè con Luca, che conosco da tempo, ci siamo visti ieri assistendo ad un suo intervento proprio sull’argomento in questione, all’interno del Progetto Scena di Federmanager Marche, un progetto formativo per i dirigenti marchigiani; mentre con i secondi sono alle prese con la lettura del loro testo aggiornato e che avevo già letto in prima versione.

Parlando con molti manager mi sono accorto che sono ancora moltissimi quelli che hanno grosse difficoltà di alfabetizzazione informatica, credetemi sono ancora tanti quelli che non sanno neanche inviare una email, compito che hanno sempre fatto svolgere ai loro assistenti; figuriamoci se ci mettiamo a parlare di social network o peggio ancora di politiche di personal branding. Eppure da qui occorre partire, perchè se ancora non è chiaro ai più, nella vita c’è sempre da imparare, non mettersi in discussione, ritenersi talmente superiori da dire “a me questa cosa non interessa” porta inevitabilmente ad un isolamento e ad essere risucchiati nel mucchio, diventando anonimi ed irraggiungibili se non tramite canali di vecchia data che prevedono sforzi abominevoli a fronte di risultati totalmente insufficienti.

La prima cosa che suggerisco ai manager è quella di iniziare a concepirsi come un brand e che come tale deve essere promosso e venduto sul mercato, come dice Centenaro noi tutti facciamo personal branding anche incosapevolmente: il modo in cui ci vestiamo, il modo in cui ci presentiamo e parliamo con gli altri, anche solo il modo di camminare fa si che le persone che incrociamo ci mettano addosso una etichetta; sta a noi far si che quella etichetta sia la migliore possibile e diventi un vero e proprio brand a cui ambire. Se vedete passare una Panda per strada neanche ci fate caso, ma se incrociate una Ferrari è indubbio che vi fermerete ad ammirarla, sta a voi passare per una Panda o scegliere di diventare una Ferrari. Come?

Il web in questo senso è un potente mezzo per promuovere praticamente a costo zero la nostra professionalità ed unicità, come tutti gli strumenti di questo tipo però ha i suoi pro e contro che se mal gestiti possono portare al risultato diametralmente opposto. In particolare i Social Network offrono delle possibilità di promozione in ambito personal branding che non possono essere snobbate; ieri Luca Conti faceva notare ai manager presenti che:

1) I social network non sono una moda passeggera come qualcuno può pensare

2) I social network non sono un gioco, nonostante qualcuno li utilizzi per gioco (con le dovute conseguenze)

3) Non è possibile farne a meno (specialmente in ottica di personal branding)

4) Non possiamo usare la scusa che non abbiamo tempo per utilizzarli, con le tecnologie a disposizione (smart phone, tablet) 15 minuti al giorno riusciamo comunque a trovarli

Come in tanti avranno capito sto parlando di cose che per molti possono sembrare elementari ma lo faccio appositamente perchè sto parlando principalmente a chi si sta affacciando solo ora in questo mondo.

Come iniziare dunque, personalmente suggerisco di non disperdere energie iscrivendosi ad ogni social network che incrociamo, ma selezionarli sulla base delle nostre esigenze: in ambito professionale non si può prescidere dall’iscriversi a Linkedin (www.linkedin.com), una sorta di cv on line che deve essere curato nei minimi dettagli e non superficialmente (a partire dalla vostra foto), questa è la vostra carta di identità prfessionale, più informazioni professionali ci sono più alte saranno le possibilità di essere presi in considerazione, senza contare la possibilità di partecipare in discussioni su gruppi tematici di vostro interesse. Tenete presente che oggi la stragrande maggioranza degli HR non solo va a verificare on line chi siete ma sempre più spesso è sul web ed in particolare su Linkedin che effettuano la ricerca di personale.

Twitter (www.twitter.com) è altrettanto importante, una vera e propria fonte di informazione, una testa giornalistica in tempo reale disponibile 24 ore su 24, contenuti veloci in soli 14o caratteri con link di approfondimento su pagine web esterne al social network. Iniziate col seguire testate giornalistiche e personaggi di riferimento, ritwittate ovvero condividete con i vostri follwers (chi vi segue) le notizie che ritenete più interessanti e piano piano iniziate anche a voi ad inserire contenuti. Se condividete cose interessanti i vostri followers aumenteranno di giorno in giorno dandovi maggiore visibilità.

Facebook (www.facebook.com) è un must, utile se non altro perchè praticamente quasi tutti gli utenti del web sono iscritti, avviate un profilo nel caso vogliate promuovervi come persona o una pagina nel caso abbiate intenzione di promuovere la vostra attività. Attenzione a cosa pubblicate, usare Facebook pensando che sia un gioco è il più grande errore che viene commesso dalla stragrande maggioranza degli utenti.

In ultimo, siete un professionista con determinate specializzazioni? Volete condividere con gli altri la vostra conoscenza? Ve la cavate con la scrittura? Aprite un blog e riempitelo di contenuti. In questo caso è importante darsi una regola, di norma un post alla settimana permette un certo flusso costante di persone che aumenterà di settimana in settimana se ciò di cui parlate offre ai vostri utenti informazioni utili ed interessanti. Su quale piattaforma aprire il blog? Personalmente consiglio WordPress (www.wordpress.com) semplice, intuitiva, gratuita, non occorre conoscere l’html, la piattaforma vi da la possibilità di scrivere un testo come foste su word, aggiungere semplicemente foto o grafici se volete e in men che non si dica tutto è pubblicato on line.

Concludo con una semplice indicazione, la prima cosa che fanno oggi i recruiter che seguono le selezioni è quella di andare su Google ed inserire il nome del candidato per vedere cosa salta fuori, ATTENZIONE dunque alla vostra REPUTAZIONE on line, da questo dipende il vostro Personal Branding; mettete sempre la massima attenzione in ciò che scrivete e sui contenuti che inserite nel web, possono portarvi alle stelle se adeguati e interessanti come all’inferno se fuori luogo ed inutili.

Alla prossima!

Webliografia

Luca Conti ed il suo Pandemia (www.pandemia.info)

Centenaro e Sorchiotti per il Personal Branding (www.personalbranding.it)

Hoepli Editore pubblica molti testi inerenti il web 2.0 anche in formato ebook (www.hoepli.it)

AIUTO!!!! SONO SENZA LAVORO: consigli su come ricollocarsi.

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Cerco lavoro

La crisi economica e l’andamento dei mercati finanziari, hanno visto il mercato del lavoro cambiare radicalmente negli ultimi anni; oggi c’è una sovrabbondanza di domanda rispetto all’offerta di lavoro, con tutto quello che ne consegue a livello di disagio sociale e di difficoltà nel ricollocarsi o addirittura nell’entrare per la prima volta nel mercato del lavoro.

Sempre più persone mi chiedono indicazioni su come fare per trovare nuove opportunità professionali, non sono un guru e non sono un mago, ma visto che il mio lavoro è quello di ricollocare persone tramite l’utilizzo del percorso di outplacement, penso di potervi dare a ragion veduta alcune indicazioni che spero possano risultare utili a chi oggi si trova in difficoltà.

Parto da un argomento a me molto caro, di cui spesso ho trattato nel blog, ovvero il web 2.0, il mercato del lavoro oggi non è cambiato solo in termini di carenza di posti di lavoro, ma anche in termini di presentazione della propria professionalità al mercato ed agli operatori di settore siano essi Direttori del Personale che Società di Ricerca e Selezione o Head Hunter. Dovete sapere che le opportunità che trovate negli annunci on-line, piuttosto che nei giornali o presso i Centri per l’Impiego, rappresentano solo il 20% delle reali opportunità lavorative, il resto viaggia per passaparola, per contatti diretti tra conoscenti, per il network di conoscenze degli operatori di mercato e personali, o per reclutamento diretto utilizzato dalle aziende attraverso i social network professionali (Linkedin è il capofila ma sta crescendo anche Viadeo). Questo evidenzia l’importanza, per chi ancora non lo fa, di prendere confidenza con il Web 2.0 e con esso le nuove forme di proposizione al mercato del lavoro.

Il secondo consiglio, che fa il paio con quanto esposto sino ad ora, riguarda il fatto di pensare a se stessi come ad un marchio da promuovere nel mercato del lavoro, il famoso libro “The Brand called You” (La Marca chiamata Te) di Peter Montoya in questo è illuminante come del resto il già segnalato sito Personal Branding degli italianissimi Centenaro e Sorchiotti. Mettere in tavola tutte le carte possibili per autopromuoversi attraverso il web usando i social network o aprendo blog personali dove trattare argomenti che evidenziando le proprie specificità e conoscenze, è senza dubbio una delle strategie da utilizzare per differenziarsi dal resto dell’offerta.

Attenzione a Facebook!!! Personalmente non lo ritengo un social network che va utilizzato a scopi professionali perché viene spesso utilizzato per diletto; sappiate però che spesso le aziende lo usano per vedere, nel privato, come si propongono le persone che stanno valutando nelle selezioni, attenzione quindi: a che foto mettete, alle pagine indicate come preferite ed a tutte quelle informazioni che inserite e che appaiono nella sezione info, che risulta visibile a chiunque faccia una ricerca con il vs. nome anche se non iscritto. So per certo che numerose persone sono state scartate nelle selezioni perché in questa sezione apparivano foto “particolari”, indicazioni di natura politica e via dicendo.

Il terzo consiglio è più rivolto a chi invece ha bisogno di rivedere le sue competenze attraverso percorsi di formazione, chiunque ritiene di aver interesse su un particolare settore credo che mai come ora sia il caso di investire tempo ed un po’ di denaro in percorsi formativi seri. Anche le Regioni hanno numerosi fondi a disposizione e stanno finanziando percorsi formativi di vario tipo, chiaramente sono indirizzati prevalentemente a persone disoccupate o alle donne; vanno scelti quelli che professionalizzano realmente, purtroppo sappiamo che spesso i corsi finanziati sono i basso livello e non servono a nulla se non a sprecare le risorse pubbliche.

Spero di esservi stato utile, molto ci sarebbe ancora da dire, rinvio quindi a prossimi post per l’approfondimento delle argomentazioni trattate e per presentarne di nuove; per chi avesse domande come sempre commentate o scrivetemi.

Alla prossima