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TRAINING AUTOGENO: un aiuto per combattere lo stress.

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La vita odierna, il lavoro ed il momento storico economico sono senza dubbio una fonte di inesauribile di stress. I TG ed i quotidiani ci riempiono di fatti di cronaca che ci lasciano senza parole, lo stress se non gestito ed affrontato può portare la persona a commettere errori che pagherà per tutta la vita.

Solo qualche settimana fa Panorama pubblicava un articolo in cui metteva il lavoro tra le fonti maggiori di stress, che spesso sfocia in rabbia vera e propria. Nel mio lavoro di consulente di outplacement e coach, mi è anche capitato il caso di un manager che, preso al 200% dal suo lavoro, ha tralasciato completamente di dedicarsi anche solo un minimo a se stesso ed alla cura del suo benessere fisico e mentale; risultato? L’accumolo di tensione e di stress lo hanno portato a sbottare prima saltuariamente poi sempre più spesso sul luogo di lavoro, cosa che ha comportato la perdita del posto di lavoro.

Ora è inutile che stia qui a raccontare fandonie, il lavoro è fonte di gioie e soddisfazioni ma anche di stress ed arrabbiature, particolarmente in questo periodo in cui alle arrabbiature si aggiungono le paure per il proprio posto di lavoro, pensare di non gestirle e limitarsi ad andare avanti come se nulla fosse non può che condurci sulla via della malattia con scompensi di varia natura. Quante volte vi è capitato di sentirvi con problemi gastrici, cardiaci, dolori diffusi alla schiena, improvvise tachicardie salvo poi andare dal medico, fare magari anche visite specialistiche e sentirvi dire che siete assolutamente sani, ma nonostante tutto continuate a non sentirvi bene, in questo caso la diagnosi è la seguente “distonia vegetativa”.

Distonia vegetativa significa semplicemente che l’equilibrio psichico della persona è perturbato. Cosa fare allora per evitare di essere sopraffatti dallo stress? Condurre una vita sana intesa come avere un’alimentazione controllata e praticare costantemente attività fisica, è da sola la miglior predisposizione per una buona gestione dell’ansia e dello stress, spesso però questo non è sufficiente occorre altro, il training autogeno è senza dubbio un grandissimo aiuto per riportare il livello di stress sotto controllo.

Elaborato da Johannes Heinrich Schultz tra il 1908 ed il 1912 psichiatra tedesco, il training autogeno è uno strumento utile a riportare l’attenzione sul “qui ed ora”, in latino “hic et nunc” che spesso ho nominato nei miei post, ragionare sul presente anziché vivere al passato o sperare continuamente sul futuro. Fondamentale per la riuscita del metodo è la disposizione e l’atteggiamento interiore, senza i quali non si va da nessuna parte; pensare alle varie attività da compiere come ad un banale gioco per bambini equivale ad insuccesso sicuro.

Con il training autogeno impariamo prima ad influire sui nostri malesseri fisici, di conseguenza influiamo sui nostri organi interni riassaporando il benessere fisico ed in un secondo momento ci permetterà di affrontare la causa di tali malesseri. I sei esercizi di grado inferiore sono l’inizio da cui partire per ritrovare la serenità interiore, alla base di tutti il trovare la giusta posizione che ci consenta di instaurare un atteggiamento esteriore ed interiore di calma; il livello superiore del training autogeno ci consente invece di chiarire, attraverso l’introspezione, le cause che hanno portato al malessere in modo da far rinvenire l’atteggiamento positivo nei confronti della vita.

La postura di distensione può essere scelta tra tre chiamate: posizione a sedere rilassata, posizione sulla sedia del nonno, posizione supina in cui dobbiamo concentrarci su noi stessi chiudendo gli occhi e respirando profondamente, eseguendo l’esercizio della calma. A seguire andranno svolti, dopo averli ben assimilati uno alla volta, i sei esercizi di grado inferiore: l’esercizio della pesantezza (svolgendolo si avrà una sensazione di pesantezza alle braccia ed alle gambe), l’esercizio del calore (ci consente di concentrarci sulla distensione vascolare che produrrà una sensazione di caldo), l’esercizio del controllo cardiaco (per riportare i battiti cardiaci nella norma), l’esercizio del respiro (per tenere un ritmo respiratorio rilassato e profondo), l’esercizio del plesso solare (che porta sangue nelle regioni corporee dove ce né bisogno) e l’esercizio della testa (ovvero ci consentirà di provare una sensazione di freschezza alla fronte).

Attraverso il Training Autogeno possiamo indurre l’autodistensione attraverso l’introspezione, portando quindi ad un chiarimento con se stessi, trovando un atteggiamento positivo verso la vita; ci aiuta a far maturare la personalità e questo non può che avere influssi positivi nella vita di tutti i giorni in particolare nei rapporti interpersonali.

Alla prossima!

Post ispirato dal libro “Il libro del Training Autogeno” di Gisela Eberlein ed. Feltrinelli